Recensione – SpiritusSystems MK4 e Mayflower Pusher Gen VI

Operazioni sempre piu chirurgiche, utilizzo di tecnologie sofisticate come satelliti, droni che sorvolano per giorni le aree interessate, stanno inesorabilmente cambiando il profilo delle oerazioni speciali.

Cambiando, quindi,  il profilo delle missioni, cambiano anche le TT&P annesse e anche la scelta degli equipaggiamenti finisce per subire radicali mutamenti.

Le ricognizioni a lungo raggio, la necessità di portare materiale per piu giorni, riuscire a far fronte alle più disparate esigenze, col conseguente porto di carichi imponenti ( basti pensare alle cronache di ptg.BravoTwoZero, ogni operatore aveva un carico di circa novanta, e lo sottolineo, novanta kg ciascuno!!) sembra oggigiorno, nella maggioranza dei vari profili di missione, quasi un retaggio del passato!

La buffetteria tipo TLBV (famosi quelli prodotti da John Willis per quasi due decenni), pensata per trasportare carichi e distribuire il peso su tutto il corpo del soldato, è stata sostituita da prodotti più snelli e minimali.

Analizzereremo in particolare due prodotti, confrontandoli e paragonandoli: l’Mk4 chestrig della SpiritusSystem e il Pusher  gen VI Chest rig della Mayflower/VelocitySystem, entrambe aziende molto affermate nel settore Military/Law Enforcement.

Realizzati in cordura 500d, cuciture milspec, si possono considerare entrambi “minimal” anche se il pusher della Mayflower ha una capacita’ di carico nettamente superiore.

Tutti e due i chest rig sono progettati per essere impiegati sia con gli spallacci propri (stand alone), che accorpati ai porta piastre, utilizzando i fastex e dei pannelli di velcro.

Spiritus System – MK4

Bisogna sottolineare che la Spiritus System non ha previsto nessuna configurazione “dedicata”, lasciando all’utente finale la scelta di assemblare il tutto. Di fatto, il chestrig va letteralmente costruito al momento dell’acquisto: chassis, spallacci ad H o a X, gli inserti portamags, la stringa lombare che chiude i chest, eventuali pouches aggiuntivi per la radio, marsupio…

Personalmente ho scelto gli spallacci con conformazione ad H , quelli dello Spiritus sono praticamente delle fasce di cordura dotati di pals per bloccare accessori quali strobo, mike  e similari.  Nella parte orizontale “della H” che poggia sulla schiena c’è del velcro in tinta con la colorazione scelta, nel mio caso multicam, che si può utilizzare per apporre ID tabs, IR flag e quant’altro. Non sono imbottiti, sono comodi con lo zaino, non interferiscono con il calcio della carabina, non lasciano segni con il porto prolungato del chest, praticamente una piacevole e inaspettata sorpresa.

Il tascone principale ha all’interno pannelli di velcro per utilizzare diversi inserti portamags,in base alle esigenze dell’operatore si può scegliere la configurazione. Dai tre mags per i 5,56 ai due in 7,62 . Soluzioni “combo” per stivare anche caricatori per le semi auto si vedono spesso. La tasca secondaria puo ospitare un piccolo binocolo / monocolo,uno smartphone , o magari del materiale cartaceo, GPS, e altro. In base alle esigenze si acquista un unico flap ( full flap) o due che si possono aprire separatamente(Half flap). Io ho scelto il flap unico e all’interno ripongo materiale cartaceo,lo smartphone e le batteria di scorta.

Per espandere la capacità di carico lateralmente ho preso le Expander Wings,una sorta di universal pouch, adatte per riporre le ingombranti VHF, o dei caricatori supplementari, così come anche un fumogeno tipo M18, una bottiglia da mezzo litro d’acqua. Generalmente, queste due tasche aggiuntive, le utilizzo per la radio e un fumogeno. Il materiale stivato rimane ben saldo grazie alla presenza di elastici di ritenzione, ma le sconsiglio per riporvi piccoli oggetti!

A rendere piu versatile, espandendone la capacità  di carico si possono usare due tipi di Orizontal pouch,entrambe si fissano usando pannelli di velcro. La soluzione pals sembra esser stata del tutto abbandonata su questa nuova generazione di buffetteria. Il SACK ( Sub Abdominal Carryng Kit) dalle dimensioni contenute, è ideale per trasportare il first aid kit, qualche barretta, delle batterie di scorta, una letherman o piccoli oggetti che non si vogliono perdere. Internamente ci sono due occhielli in paracord, per dummycordare gli oggetti, la superfice interna è rivestita di velcro al quale si può applicare dei porta oggetti con banda elastica, ottimi per stivare pinze, coltelli chiudibili, GPS, cyalume, in più è possibile applicare altri inserti creando due scomparti separati… ovviamente da acquistare separatamente!

Unica dotazione del SACK dei cordini elastici regolabili studiati per fermare esternamente un laccio tourniquet.

Dimensioni più gerose ha, invece, il Lunch Box. Progettato e creato per la DARC ( Direct Action Resource Center) specializzati nelle tecniche di irruzione “breaching” questo super marsupio è studiato per il  trasporto di miccia detonante, cariche pre formate e altro materiale utile alle irruzioni, ma può essere adatto a trasportare quegli oggetti, magari più ingombranti a cui non può far fronte il SACK. La superficie posteriore è ricoperta di bande elastiche utili ad aumentare di molto la capacità di carico, ideate per accedere alle cariche detonanti più rapidamente, internamente il corredo di velcro sulle pareti consente di poter utilizzare vari inserti per stivare ordinatamente i più disparati accessori. Lo trovo ottimo per le razioni, lo Steiner, fumogeni e i simulacri di C4 che spesso siamo chiamati a portare appresso nelle varie simulazioni. Caratteristica molto interessante è il fatto che con del cordino elastico e delle asole si può arrotolare su se stesso, riducendo parecchio le dimensioni, in questo modo puoi avere a disposizione una pouch per “carichi imprevisti” in uno spazio limitato!

Blasonato e alla ribalta, poiché utilizzato in una  famose serie televisiva, l’MK4 della SpiritusSystem ha prepotentemente guadagnato un posto in prima fila nel panorama mondiale, seppur con limitazioni legate alla dotazione inesistente e ai prezzi esorbitanti.

Mayflower – The Pusher gen VI

Diversa è invece la politica della Mayflower/VelocitySystem, in quanto molto ricca è la dotazione del WU chestrig “The Pusher” gen VI.

Sempre realizzato in cordura 500d, fastex ITW NEXSUS e altro materiale di costruzione interamente made in USA (come SpiritusSystem), il Pusher risulta però essere estremamente versatile, adattandosi alle più disparate esigenze operative. Può ospitare quattro caricatori 5,56 o in alternativa quattro in 7,62×51 o quelli per AK in 7,62×39, in dotazione troviamo gli inserti con i sistemi di ritenzione realizzati in bungee cord per tutti i calibri. Volendo usare i caricatori in polimero per l’HK 417 in calibro 7,62×51 lo spazio diventa esiguo, si possono portare soltanto due serbatoi subito a disposizione (il serbatoio in polimero è più grande di quelli Stanag in metallo) ma sfruttando una delle due general pouches laterali se ne possono stipare altri due. L’altra pouch laterale è appositamente studiata per il trasporto di apparati radio, dalle ingombranti PCR 152, PCR 148 alle boafeng con batteria maggiorata. Bungee cords e velcro ne garantiscono la chiusura, mentre, esternamente, delle bande elastiche tengono ripiegata ordinatemente la cavetteria.

Sulla parte frontale esternamente alle magpouches lowprofile ci sono ben quattro mini utility pouches, di dimensioni identiche, una delle quali con velcro esterno al flap per applicare ID tabs o altro. Ottime per strobo tipo MS2000, batteria di scorta, GPS, barrette energetiche di emergenza, o altri piccoli items, a noi tanto indispensabili. Un pistol mag pouch si adatta a portare anche un piccolo folder o un Letherman, come anche un BB loader . Un ultimo pouch di dimensioni più generose, può contenere delle razioni o un binocolo da campo.

Dopo i primi utilizzi mi sono ricreduto sugli spallacci, molto confortevoli, a conformazione ad H larghi ben tre pollici, fatti di un materiale plastico e cordura, muniti di PALS e bande elastiche, regolabili in altezza, i quali nonostante la generosa larghezza non interferiscono affatto con eventuali backpack o con il calcio del fucile.

Oltre ai vari inserti per i differenti calibri, la Mayflower ha corredato il Pusher di un medic pouch e un flap a cerniera, che può sostituire uno dei due inserti porta caricatore,creando uno scomparto utility per differenti configurazioni,oppure come apertura a zip per l’ampia tasca ventrale posta sul back panel del chest. Usando poi il velcro panel, nella parte posteriore, nato per fissare il Pusher ad un porta piastre, ho fissato il SACK  della Spiritus Sistem,aumentandone così ancora di più la versatilità.

Ho aspettato per recensire entrambi i prodotti,perche volevo un feedback “ afterbattle”.

Sicuramente adatti a gunners che hanno una datata esperienza, e possono selezionare realmente il materiale di cui hanno davvero bisogno, questa nuova tipologia di second line rende sicuramente più pratici gli spostamenti, e i passaggi negli anfratti più stretti. Ovviamente l’uso di uno zaino completa il necessario di cui si ha bisogno, senza ostacolare i movimenti. Da subito restio, abituato al doppio strato di cordura 1000d e alle cuciture triplo scuba, mi sono ricreduto in fretta circa l’utilizzo della “buffetteria del futuro”.

Mi risuonano ancora le parole di un amico che bazzica con ceffi poco raccomandabili, gente speciale insomma, “le procedure sono cambiate, non siamo più negli anni ottanta e novanta! Bisogna sempre aggiornarsi…” e come dargli torto?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *