ATS/ LightFighter RAID Pack

Nel 2003, la Eagle Industries progettò il RAID Pack con lo scopo di fornire al personale combattente un sistema per il trasporto di materiale vario che fosse modulare e multimpiego.

L’acronimo RAID dice tutto: Recon, Assalto, Interdizione e Demolizione.

Effettivamente, definire “zaino” il RAID Pack è riduttivo: tutta la superficie esterna frontale è rivestita di PALs, presenti pure su ambo i lati. Ciò permette di essere corredato con vari tipi di tasche e accessori, a seconda delle necessità dell’operatore che lo utilizza o del profilo della missione.

Il RAID a confronto con un Eagle A-III:

Nonostante una prima, vaga, somiglianza, ci si accorge subito che i due articoli sono profondamente differenti e concepiti per impieghi differenti.

Il RAID è infatti molto più capiente e più “profondo” di un normale 3 Days.

Al suo interno, sono presenti delle fettucce, munite di fastex, per tenere fermo l’equipaggiamento (accorgimento utile durante gli aviolanci), mentre sul flap superiore, sempre nella parte interna, si trovano due capienti tasche a reticella, molto utili per contenere effetti personali o materiale medico.

Tutte le cerniere sono YKK “heavy duty”.

Sui lati, è munito di ampie tasche grandi abbastanza per ospitare una Nalgene Bottle da due litri.

Sulla parte superiore, oltre alla consueta maniglia per il trasporto, troviamo tre grosse aperture con foro ad X, richiudibili con pattina a velcro, per il tubo del sistema CamelBak o antenna SATCOM.

Al contrario di tutti i suoi lontani cugini 3 Days, il RAID Pack non possiede uno schienale particolarmente rigido ed ergonomico né una cinghia lombare, probabilmente pensato per poter essere indossato su un Plate Carrier o Body Armor.

Il problema è facilmente ovviato con l’utilizzo dell’apposito “frame”, venduto separatamente dalla ATS (casa produttrice, con sede a Hopkinsville, Kentucky) ma calza benissimo anche quello della Eagle Industries per l’A-III.

Gli spallacci, dalla forma ergonomica, sono dotati di fastex per lo sgancio rapido, un utile e significativo particolare decisamente gradito sul campo, per liberarsi del carico in modo veloce, molto apprezzato quando si sale a bordo di veicoli o in casi di estrema necessità.

Personalmente, l’ho provato diversi anni fa, durante una zavorrata: non mi convinse molto, tendeva a piegarsi al centro della schiena, tirando troppo sulle spalle.

Lo indossai, però, senza il supporto rigido all’interno.

Munito di tale supporto, il RAID diventa molto più confortevole, tant’è che chi lo utilizza (un nostro operatore lo usa abitualmente, in operazioni H24/36) non sente neanche la mancanza della waist belt.

Operatore RAIDERS con RAID Pack:

In definitiva, si tratta di un articolo decisamente valido: struttura solida e ampia versatilità d’utilizzo in dimensioni sorprendentemente compatte.

Alcuni esempi di RAID Packs allestiti nei modi più disparati (le foto di seguito sono state prese dal web, pertanto gli zaini illustrati non appartengono a operatori RAIDERS):

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