Op. Little Birds – Toritto – 24/11/19

“Terra ed acqua” per Erodoto era il contributo che i persiani pretendevano dai popoli da loro sottomessi, per noi “terra ed acqua” è stata la caratteristica principale di Op. Little Birds, missione di “allenamento” eccellemente organizzata dall’ASD Kokoskyzovan di Toritto.

La missione prevedeva di catturare vivo un pericoloso esponente dei “Lupi della Murgia” che recentemente avevano sequestrato uno dei ministri del governo di “Solemare”. Da infos di inteligence sapevamo che l’HVT usava una pista di ultraleggeri per i suoi spostamenti, il comando ha, quindi, deciso di effettuare un’operazione atta a catturarlo ed interrogarlo.

La pista in questione è costruita poco distante da una strada carrabile e completamente circondata da campi coltivati ad uliveto, nessun rilievo, nessuna costruzione “a vista”. Il piano prevedeva di infiltrare un team recon (callsign: bushmaster, composto dagli operatori Sciacovelli e Palladino) in largo anticipo con lo scopo di controllare le forze nemiche sulla pista e di individuare e fotografare l’HVT.

Ore 02.00 24/11/19 – Toritto – SF Inf Point – 1,5 click dalla pista ultraleggeri

Tutto il team “phyton” si è incontrato nel punto di infiltrazione designato dal comando, dopo un veloce scambio di saluti, carichiamo una delle auto con l’equipaggiamento necessario all’allestimento dell’O.P. (Observation Post). Il team recon “bushmaster” e due componenti del team di assalto (phyton 01) fanno, quindi, rotta verso la pista, raggiunta la quale viene scaricato velocemente il materiale e il team bushmaster.

Ore 02.30 24/11/19 – Toritto – 50m dalla pista ultraleggeri

Il piano prevedeva di realizzare un O.P. di tipo “seminterrato” il più vicino possibile alla pista. Indivduiamo un grosso ulivo con alcuni rami che raggiungono il terreno e ci mettiamo immediatamente a lavoro con pala e zappa per abbassare il terreno in modo tale da essere più nascosti alla vista. Dopo circa mezz’ora di lavoro il vento ci porta una intensa sferzata di pioggia, sarà solo il preludio del resto della missione. Terminato lo scavo, posizioniamo del materiale isolante sul terreno ed uniamo due poncho per realizzare la copertura superiore e li fermiamo sul terreno con dei picchetti realizzati con pezzi di rami, mentre un grosso ramo di ulivo caduto ci fornirà il materiale necessario alla mimetizzazione, ricaviamo, quindi, utilizzado un segaccio pieghevole, dei rametti più piccoli.

Ore 03.30 24/11/19 – Toritto – Observation Post – 50m da OBJ

Chiamiamo il team Phyton e gli comunichiamo che abbiamo ultimato la realizzazione dell’O.P., due operatori, quindi si muovono verso la nostra posizione per recuperare il materiale e gli strumenti e per aiutarci nella mimetizzazione. Nel frattempo io e Sciacovelli ci togliamo gli abiti che abbiamo usato per lo scavo, ed indossiamo il completo multicam, il chest e i parka in goretex. Arrivati i due operatori del team Phyton ci infiliamo sotto i ponchos, portandoci dentro i due zaini, le ASG, il binocolo e il resto del materiale. I due operatori provvedono a sistemare il materiale e a ricoprire i poncho di terra. La sensazione all’interno dell’O.P. era molto strana e spiazzante, la terra lanciata sui ponchos faceva quel rumore di “sotterramento” difficile da descrivere.

Ore 04.00 24/11/19 – Toritto – Observation Post – 50m da OBJ

Cerchiamo di sistemarci  più “comodamente”, ma i movimenti, sopratutto delle gambe, sono molto limitati, accendiamo le radio e sistemiamo il materiali di cui abbiamo bisogno il più vicino possibile, io ho il binocolo proprio davanti a me, lo zaino sulla destra insieme all’ASG che per l’occasione ho provveduto ad avvolgere in un sacco di plastica. Sappiamo che sarà una lunga mattina, la pioggia va e viene e ci desta dal torpore con il tipico ticchettio sul telo plastico sopra le nostre teste, il primo pensiero è quello di verificare, all’alba, la visuale sulla pista.

OP operator

Ore 06.00 24/11/19 – Toritto – Observation Post – 50m da OBJ

Inizia ad albeggiare e, contemporaneamente a piovere, la pista inizia ad emergere dal buio, indosso la sciarpa a rete sulla testa ed inizio con il binocolo ad osservare davanti a me, con grande sollievo costato che la visuale sulla pista è perfetta: a sinistra vedo la bandiera segnavento, al centro in fondo l’hangar e più in avanti la pensilina coperta con il tavolo, sulla destra un pezzo di pista. Comunico subito a Sciacovelli la mia ottima visuale il quale tira un sospiro di sollievo, di notte, infatti, è difficile avere un’idea chiara di ciò che si può vedere ed è facile trovarsi all’alba in una posizione inutile e senza visuale. Nella fase di osservazione, io mi occuperò di utilizzare il binocolo e scattare le fotografie, mentre Sciacovelli restarà completamente coperto e si occuperà delle comunicazioni con Phyton 01.

Ore 06.30 24/11/19 – Toritto – Observation Post – 50m da OBJ

Vediamo i fanali di un’auto sulla pista, è sicuramente la scorta dell’HVT, scendono dalle auto ed indossano tutti il capuccio per coprisi dalla pioggia che cade battente sui poncho, nel frattempo Sciacovelli cerca di comunicare con Phyton 01, ma ogni tentativo fallisce, passa al cellulare e comunica che i tangos sono giunti sulla pista e si da inizio all’osservazione (codename: Eagle). Il nostro obbiettivo principale è quello di individuare l’HVT e di fotografarlo. I tangos si riuniscono tutti sotto la pensilina, con i cappucci in testa è difficile indentificarli, comunico ogni loro movimento a Sciacovelli che lo appunta sulla GRG. Dopo qualche minuto si avvicina alla pensilina un soggetto nuovo, indossa un parka desert 3 colors con il capuccio calato in testa, l’altezza e la fisionomia corrispondono all’HVT, ma non ne possiamo essere sicuri, comunico a Sciacovelli il probabile contatto, continuo ad osservare attraverso il binocolo, le mani iniziano ad intorpidirsi per la posizione scomoda e per l’immobilità, cerco quindi di muoverle e cambiare impugnatura per riprendere un po’ di sensibilità alle dita, seguo “parka desert” sperando che sia l’HVT, per un attimo si toglie il cappuccio, mostrando l’inconfondibile sagoma di un pakol, si volta verso la nostra direzione: HVT confermato. Lo comunico immediatamente a Sciacovelli: “Code word JACKPOT: HVT confermato in parka desert 3 colors, presenza di 6 tangos oltre all’HVT sulla pista”, il quale lo comunica via cellulare al team Phyton 01. Ora la missione prevede di fotografarlo, tiro fuori il cellulare che avevo sistemato nella tasca esterna del Camelbak H.A.W.G e scatto qualche foto attraverso la sciarpa a rete, le invio al resto del team: “HVT in parka desert”.

HVT

Ore 07.00 24/11/19 – Toritto – Observation Post – 50m da OBJ

Il team Phyton ci comunica che sta muovendo dal punto di infiltrazione, il piano prevede di seguire 3 way point per raggiungere un punto di SitRep a circa 500m a NORD-EST della pista, da li in base alle nostre indicazioni si sarebbe deciso il punto di attacco, in fase di pianificazione avevamo individuato due punti di FRV dove dar inizio alla DA, situati ad EST e a NORD, il link-up radio con noi è previsto alle ore 09.00. Da parte nostra continuiamo ad osservare, la pioggia cade battente, la terra sopra i nostri poncho si è trasformata in fango che gocciola davanti alle nostre teste, il terreno sotto di noi è completamente bagnato, sentimo la pressione delle conche di acqua su di noi, specialmente sulle gambe e caviglie. Il parka in goretex resiste benissimo, ma i pantaloni della PCU lv5 stanno cedendo (nota di acquisto futuro: sovrapantaloni in goretex). Dobbiamo restare immobili, siamo troppo vicini all’OBJ, continuo ad osservare il dispiegamento avveresario e a comunicarlo a Sciacovelli: hanno formato due patttuglie, una controlla la zona EST della pista e l’altra la zona OVEST, un’aliquota resta al centro insieme all’HVT e di tanto in tanto un mezzo fuoristrada passa lungo la pista. La pioggia è battente e questo scoraggia, per fortuna, gli operatori avversari ad entrare nell’uliveto trasformato oramai in una fanghiglia melmosa.

Ore 09.00 24/11/19 – Toritto – Observation Post – 50m da OBJ

Il team Phyton ci comunica di essere giunti sul punto di SitRep, in base a quello che abbiamo osservato, riteniamo che il punto più adatto per eseguire la DA sia quello a NORD, lo comunichiamo a Phyton che si dirige verso “FRV-N”, situato a circa 400m dalla pista. Intanto noi nel “buco” bramiamo un po’ di movimento, ma l’unica cosa che possiamo fare è stare immobili ed osservare. Alle ore 10.00 circa il team Phyton 01 raggiunge il punto designato come inzio dell DA e inizia a confluire verso la pista. Il piano prevede che attacchi prima Phyton 01 attirando il fuoco, mentre noi, uscendo dall’OP prenderemo di sorpresa i tangos, l’ordine è quindi quello di muoversi al primo colpo sparato.

Ore 10.30 24/11/19 – Toritto – Observation Post – 50m da OBJ

Phyton 01 ci comunica l’inzio della DA (callsign: ALL-IN) e di essere a pochi metri dalla pista, vediamo l’HVT correre, entrare nel fuoristrada e scappare inseme all’autista e un operatore della scorta, evidentemente si è accorto che qualcosa stava succedendo, ora sulla pista rimangono 4 tangos, uno di loro grida contatto: non ce lo facciamo ripetere due volte, scattiamo fuori dall’OP, le gambe fanno male per l’immobilità, il terreno è una melma, ma in qualche secondo guadagnamo il bordo della pista, uno dei tango ad OVEST viene colto completamente di sorpresa, mentre il suo compagno viene eliminato dal team Phyton 01, l’altra pattuglia ad EST viene ingaggiata sia da noi che dal resto del team ed eliminata. La pista è libera, ma l’HVT è fuggito, piazziamo il C4 per distruggere il deposito di armi e munizioni nell’hangar e ci attestiamo in attesa di aggiornamenti da parte del comando. Nel frattempo io e Sciacovelli ci sistemiamo l’equipaggiamento: ci togliamo i sovrapantaloni completamente coperti di fango, controlliamo le radio e le ASG, dopodichè recuperiamo il materiale lasciato nell’O.P.. Dopo qualche minuto il comando ci comunica che l’HVT è fuggito in un complesso a 1,7 km dalla pista e che dobbiamo eseguire una DA atta a catturarlo.

Il primo ringraziamento va ai ragazzi dei Kokoskyzovan per aver organizzato e per essersi messi a disposizione per questa bella giocata, grazie davvero, anche per il vostro “ma voi siete dei pazzi” quando hanno visto il nostro O.P. e saputo da che ora eravamo in quel fosso. Grazie al mio “coppio” Luca, sempre carico e ricco di consigli, mai un lamento si è sentito in quel buco, al massimo un “ho i coglioni bagnati” o “bushmaster sta affogando”. Grazie al resto del team: Antonello, Mario, Pasquale e Leo per quest’altra bellissima avventura ed, infine, grazie alla pioggia, senza la quale questa esperienza non sarebbe stata così da ricordare.

Andrea Palladino – Bushmaster recon team

 

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