Scritto da Antonello Ricciardi Giovedì 03 Novembre 2011 21:33
142704nov2011 - Murgiakistan Meridionale, FOB "Anaconda", distaccamento MARSOC.
"A rapporto, signore..." il capitano dei Marines s'impettì sugli attenti, entrando nel quonset che fungeva da ufficio del colonnello. Sulla mimetica digitale da deserto, perfettamente stirata, spiccava la spilla dorata col paracadute alato e scafandro del Force Recon.
"Comodo, capitano...come procede l'addestramento del GNA (Gravinistan National Army)? Mi sembra che stiano facendo un buon lavoro, le pare?"
"Certo, signore. Sono svegli, volenterosi e motivati!"
"E' così che dev'essere...bene...dia un'occhiata a queste..." il colonnello passò delle foto al capitano e rimase ad osservarlo.
Il capitano le studiò con attenzione, poi scosse la testa "Non mi pare di riconoscerli, signor colonnello...ma ad occhio e croce non credo siano di queste parti"
"No, capitano, non li conosce: sono i fratelli Kosimof e Nikolaj Ipatieff, entrambi ingegneri di nazionalità russa. Ricercati in madrepatria per traffico di materiale fissile con la Cecenia. Su di loro c'è un mandato di cattura internazionale perchè coinvolti in vari movimenti terroristici operanti in Iran, Iraq, Afghanistan, Murgiakistan e recentemente al servizio del decaduto Raizuli. Dirigevano un centro addestramento in Ostunistan. Durante l'Operazione COLD WIND ci sono sfuggiti per un soffio..."
Il capitano ebbe un sussulto, serrò la mascella e deglutì. Guardò il colonnello con un misto di rabbia e frustrazione "COLD WIND? Quel campo d'addestramento che..." il colonnello lo incalzò con tono deciso, non permettendogli di finire la frase "...che la sua unità non è riuscita a localizzare. Già, proprio così. Quando gli F-35B hanno effettuato il passaggio, era già freddo e i due furbastri lontani chissà dove."
Il colonnello tirò una boccata al grosso sigaro e fece una pausa, si avvicinò alla finestra, guardando fuori. Non gli piaceva tormentare i suoi subalterni, specialmente se validi come quel giovane capitano, ma a volte la cosa aiutava ad ottenere ottimi risultati.
Poi si girò verso il capitano, notando la fronte leggermente imperlata di sudore e le nocche bianche dei pugni che stringeva nervosamente.
"L'Intelligence sta seguendo una pista sicura, giù nell'Itrian: si tratta proprio dei fratelli Ipatieff. Hanno messo su un piccolo esercito privato ed allestito laboratori e quant'altro, vendendosi al miglior offerente. Quei due pagliacci si sentono talmente sicuri che non si preoccupano neanche più di mantenere un profilo basso, il che potrebbe significare attirare le attenzioni del GRU e sappiamo tutti come i russi gestiscono questo genere di cose. Il CENTCOM vuole raccogliere più informazioni possibili sull'attività degli Ipatieff, informazioni che ritiene siano di estrema importanza."
Tirò un'altra boccata al sigaro, poi continuò: "Raduni la squadra, capitano. Briefing stasera ore 18, al TOC. Fort Meade dovrebbe inviare delle mappe aggiornate più tardi. Per adesso è tutto, può andare..."
"Agli ordini, colonnello..." Dopo aver salutato energicamente, l'ufficiale girò sui tacchi e fece per allontanarsi.
"Ah...capitano..." disse il colonnello con tono cupo "voglio lo scalpo degli Ipatieff sulla mia scrivania. E' un'ordine!"
"Signore, può scommetterci il culo, signore..."
TO BE CONTINUED...
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