Sabato, 05/19/12 Maggio 2012
   
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Debriefing Op. Infinite Busine$$ - Spartan 04 BRAVO

In fase di pianificazione, avevamo già previsto di dividere la squadra formandone due, di cui una recon composta da due persone che avrebbe permesso di raggiungere in maniera più agevole e silenziosa i punti più estremi dell’AO.

 

Al briefing veniamo informati che la milizia è riuscita ad abbattere un UAV Predator, è imperativo trovarlo e recuperare le informazioni in esso contenute, ci informano anche che “Rebel”, un team LRRP di commandos gravinistani addestrati da personale SOCOM, è in zona e ci ragguagliano circa l’esatta procedura per il RV.

La squadra recon è formata da me Andrea “Erduca” Palladino e da Mario “Sfondino” Corselli, abbiamo l’ordine di muoverci verso l’UAV 30 minuti prima del resto della squadra, procederemo verso NORD, salendo di quota per raggiungere il punto di impatto che dista a circa 1,5 click dalla FOB.

Il sentiero da noi imboccato si interrompe presto costrigendoci ad avanzare nel folto, questo, unito al grande caldo, ci fa procedere a fatica, dopo circa 40 minuti arriviamo nei pressi del punto di impatto e riusciamo a vedere il Predator nell’erba alta, per fortuna, poco prima di uno strapiombo. Apriamo il vano, facendo attenzione ad eventuali fili o sensori, poiché potrebbero aver minato l’apertura, recuperiamo le informazioni e velocemente ci allontaniamo verso una zona più sicura in direzione del RV con Rebel.

Rebel ci aspetta lungo la strada alle ore 2030, abbiamo quindi ancora circa 1 ora e mezza prima dell’orario stabilito, ci fermiamo a 100m dal punto di RV e approfittiamo del nostro largo anticipo per studiare le informazioni recuperate dal Predator e per ripassare la corretta procedura di avvicinamento a Rebel.

Alle 2025 contattiamo Rebel via radio che ci da il permesso per l’avvicinamento: dobbiamo proseguire lungo la strada, l’operatore a sinistra deve aprire le braccia per formare una croce e quello a destra deve tenere il fucile abbassato e sul lato destro, i due membri del team Rebel ci aspettano vicino ad un Pick-up. Completiamo correttamente la procedura di avvicinamento e i due ci fanno salire sul cassone posteriore del mezzo, per accompagnarci nel punto dove si trova il resto degli operatori gravinistani. Giunti, scendiamo dal pick-up e ci incontriamo con un tizio che inizia a darci informazioni sui risultati della loro missione di intelligence. L'operatore gravinistano viene interrotto bruscamente da un colpo di Glock al cranio, esploso da un suo compagno, in un attimo ci puntano i fucili e ci mettono un sacco nero in testa, facendoci salire su un fuoristrada verso una destinazione a noi ignota. Porca troia, una fottuta imboscata!!!

Dopo qualche minuto di viaggio traballante, ci fanno scendere ed entrare in un edificio, in cui rimbombano delle urla, entriamo e ci costringono ad inginocchiarci, ed ad assumere una “posizione di stress” con le braccia perennemente alzate. Ci “flashano” con le surfire e gridano in testa, sentiamo il loro pesante alito sui visi sudati ed incappucciati.

“Chi siete?” - “Andrea Erduca Palladino, Mario Corselli...Raiders TST...” - “Dov'è Rebel? E che informazioni vi ha dato?” - “Andrea Erduca Palladino, Mario Corselli...Raiders TST” - “Che siete venuti a fare in Gravinistan?” - “ A scopare!!!”

Accanto a noi un altro prigioniero si lamenta per le sevizie subite. Dopo qualche minuto ci tolgono i cappucci neri, entra un membro della milizia con una Glock in mano e minaccia di ucciderci, immediatamente fa irruzione un suo compagno che cerca di disarmarlo, evidentemente i bastardi ci vogliono vivi per ricattare la coalizione. Nella colluttazione uno dei terroristi perde la pistola, Mario con un balzo la raccoglie, e giustizia i due.

In un attimo siamo fuori dalla prigione, ci dirigiamo verso SUD come stabilito per ricognire le zone “calde”. Cerchiamo di metterci in contatto con la squadra Alpha, per sapere la loro posizione, la situazione e per ricevere eventuali ordini aggiuntivi. Grazie alle potenti VHF riusciamo a metterci in contatto dopo poco, ci informano che sono in avvicinamento all’OBJ Eagle, luogo presunto in cui dovrebbe esserci il nostro Asso di Picche, gli informiamo che secondo le nuove informazioni in nostro possesso, nel villaggio designato come Obj Eagle è molto probabile la presenza dell’Asso di Fiori, personaggio essenziale per sapere la posizione del nostro obiettivo primario: l’Asso di Picche, “The Teacher”.

Alpha procede cautamente verso l’obiettivo a causa dell’elevata presenza di miliziani nei pressi della struttura e sulle strade che portano ad esso. Ci viene quindi ordinato di ricognire il punto 003 per poi procedere come stabilito a SUD per raggiungere i punti 007 e 006 per poi ricongiungerci nei pressi del villaggio di Abbas Ghar.

Così io e Mario ci incamminiamo procedendo verso i WP indicati mentre inizia a calare la sera, in poco tempo siamo nel vallone dove è situato il WP 006 ed iniziamo a salire verso il villaggio di Abbas Ghar che si trova proprio in cima alla collina. Lungo il sentiero che sale vediamo le torce accese di una pattuglia, ci congeliamo nel bosco e lasciamo che questa sfili via superandoci e dopo pochi minuti riprendiamo il nostro cammino. Cerchiamo più volte di contattare Alpha, purtroppo però, la collina di fronte a noi non permette le comunicazioni radio, dobbiamo continuare a salire per cercare di stabilire un collegamento con l’altra squadra, sulla collina riusciamo a vedere il villaggio, ne approfitteremo per fare una ricognizione ravvicinata. Mi avvicino al perimetro del villaggio con Mario subito dietro di me e sento chiaramente delle voci, l’obiettivo è caldo, dobbiamo immediatamente allontanarci per raggiungere una posizione riparata e che ci permetta di contattare il resto del team.

Ci congeliamo dietro ad un filare di alberi in posizione OVEST rispetto al villaggio e riusciamo a parlare con Alpha Actual: sono in ritardo con la tabella di marcia poiché hanno incontrato molta presenza nemica, le strade sono calde, hanno comunque conquistato l’obj Eagle confermando la presenza dell’Asso di Fiori che gli ha fornito informazioni essenziali circa il nostro obbiettivo primario. I nostri ordini sono, quindi, di rimanere congelati ed aspettare il resto della squadra.

Passa circa un ora e mezza e sentiamo gracchiare la radio: è Alpha in avvicinamento veloce verso la nostra posizione, stabiliamo come RV un punto lungo il sentiero a NORD del villaggio.

Ci ricongiungiamo col resto della squadra e mettiamo insieme le informazioni in nostro possesso: l’Asso di Picche, obiettivo primario della nostra missione, si trova ad Abbas Ghar per una riunione con le alte sfere dell’organizzazione terroristica.  I nostri ordini sono di eliminare la sentinella sulla torre tramite tiro di precisione e da quella posizione, sempre con tiro selettivo, colpire Asso di Picche. Il resto della squadra si occuperà di pacificare definitivamente il sito.

Vengo incaricato io di eseguire il tiro sniper, mi incammino verso la torre di guardia con  Mario ed il suo fido M16 A4 pronto a darmi supporto, avanziamo bassi sfruttando la conformazione del terreno e l'erba molto alta, raggiungendo un filare di alberi alla sinistra della sentinella che, ogni tanto, illumina il prato davanti a lui. Sfruttando il buio avanzo fino ad intravedere la sagoma del terrorista: due colpi, tango down, avanzo salendo le scalette, giunto in cima vedo chiaramente quel bastardo Asso di Picche, lo inquadro nel Death Circle dell’EO-Tech, respiro profondamente due volte prima di trattenere il fiato, sfioro il grilletto del FN SCAR Mk16: un colpo alla gola e “The Teacher” è storia passata! Rapidi e mortali e sotto la copertura della SAW di Brillo, il resto del team irrompe e ripulisce il villaggio. Dal corpo dell’ormai ex “maestro del terrore” recuperiamo importanti informazioni circa la presenza di una fabbrica di IED a SUD del WP 006 ma anche una busta con taaaanti dollari (che ci torneranno utili in seguito). Il CENTCOM ha nuovi ordini per noi: eliminare ogni resistenza e distruggere la facility utilizzando gli stessi dispositivi al suo interno. Utilizzeremo gli stessi botti di questi stronzi contro di loro! Si...ci piace!!!

In qualche minuto siamo nei pressi della fabbrica di bombe, decidiamo di dividerci in due squadre: una manterrà il fuoco, l’altra aggirerà il fabbricato per prendere alle spalle o dai lati i tangos. In pochi minuti la fabbrica è nostra, entro con molta cautela nella stanza dove fabbricano le IED e riesco ad innescare con successo l’ordigno (tra l’altro senza nessuna istruzione in merito), l’obiettivo è conquistato e distrutto.

A questo punto i nostri ordini sono di eliminare una postazione di mortai e una postazione missilistica ed inoltre dobbiamo recuperare le informazioni contenute nell’hard disk del portatile del comandante dei contractors che operano nella zona, spesso in combutta con i terroristi, ovviamente per interessi economici.

Per far ciò dobbiamo contattare un certo Webb, ex recon marine molto goloso di denaro e cocaina, cercare di corromperlo con il denaro recuperato dalle tasche del “maestro”, in questo modo ci fornirà dei pass con identità false che ci permetteranno di entrare indisturbati nella FOB dei contractors e recuperare il prezioso supporto.

Le informazioni circa le due postazioni ci vengono fornite dai supporti recuperati nel Predator, riusciamo in pochi minuti a stabilire la posizione dei due obbiettivi e ci mettiamo in marcia prima verso la postazione mortai e poi verso i missili. Sugli obbiettivi non c’è storia, uno dopo l’altro i terroristi cadono, quei missili e quei mortai non faranno del male più a nessuno.

Dopo la conquista delle due postazioni contattiamo Webb che convinto da 10 milioni di buoni motivi in dollari, ci consegna i pass falsi e ci accompagna nel pressi della base dei contractor, nell’avvicinamento al CP dobbiamo seguire una precisa procedura: la squadra deve camminare su due file parallele con le armi abbassate e il pass tenuto alzato nella mano sinistra, giunti al CP il responsabile ritira i PASS e ci fa alcune domande sulle nostre identità, dopo essersi convinto di trovarsi di fronte a degli amici ci fa passare. Giunti all’edificio principale, incontriamo gli altri tre contractors di guardia al complesso, vanno fatti fuori. Ognuno di noi si sceglie il suo bersaglio e si avvicina ad esso:

I tre ci guardano con aria interrogativa.

Io: “Allora dove ci possiamo riposare?”

Mario: “Per me anche qui all’aperto!”

Io: “OK, ma quando?”

Mario: “Per me anche ora! Benny per te va bene ora?”

Benny: “Si si ora va bene”

Io: “OK adesso allora!”

Tre colpi tre morti!

Ora tocca al comandante, saliamo al primo piano e sentiamo le sue urla sconnesse che ci ordinano di andarcene, è in una stanza del corridoio. Formiamo il consueto snake, Mario davanti, io dietro di lui e subito dopo tutta la squadra, tre pacche sulla spalla, si entra, due colpi il comandate è acqua passata. Chiudo il computer lo giro e recupero l’Hard Disk dall’apposito vano. Obbiettivo conquistato e materiale recuperato. Si può tornare a casa, signori, missione compiuta: ci aspetta una lunga passeggiata di ritorno verso la FOB!

Considerazioni finali: bravissimi Gi Force One! Coadiuvati dall'esperienza di Maria “GI Jane” De Serio, i ragazzi di Ginosa hanno messo in piedi uno spettacolo godibilissimo.

Plot dell'operazione intrigante, belle scenografie e personaggi ottimamente caratterizzati: ci è sembrato di prendere parte ad un action movie in cui eravamo assoluti protagonisti!

Insomma, una macchina oliata alla perfezione, sotto la sapiente guida dell'ottimo Piero “Easy” De Tommaso al quale vanno i nostri sinceri complimenti!

Alla via così, gente...l'aria che tira è quella giusta!!!

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