Scritto da Andrea Palladino Martedì 15 Giugno 2010 16:15

Domenica 06/06/2010 ore 20.12, riceviamo una comunicazione da parte del comando dove si richiede l’intervento per identificare e distruggere campi di addestramento murgiakistani,
nome in codice Caeser, Able e Baker, nel territorio Khassanistano, e vista la situazione delicata nel territorio l’uso di aerei o mezzi terrestri è da escludere. Praticamente uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
Ricevuto tutto il materiale cerchiamo di mettere in piedi un team, vista la carenza di personale per vacanze, ma cosa ancora più grave è che 3 dei nostri sono passati con il nemico: Cowboy, commando e Willy, optiamo quindi di usare questa operazione per far fare le ossa ai nuovi arrivati, quindi oltre Gecko (il sottoscritto), Maurizio GPS ed Enzo Ariete, allertiamo Zebrone, Neker, Rullo, Pescatore e Tonfo, scelta che si verificherà azzeccata.
Passiamo circa una settimana a pianificare l’azione, vogliamo fare un lavoro pulito e veloce, dopotutto anche noi vogliamo andare in vacanza, ma lo stimolo maggiore ce lo dà la voglia di beccare i nostri traditori.
Enzo Ariete come al solito prepara le carte, ci vediamo con GPS per pianificare il tutto, poi tutti pronti.
Domenica 13/06/2010 ore 04.00 del mattino la squadra è pronta, raggiungiamo l’AO con i nostri mezzi civili, non vogliamo che la gente del posto mangi la foglia.
Ore 07.00 siamo a disposizione del comando per eventuali ragguagli, e come c’era da aspettarsi ci viene comunicato che durante una ricognizione un aereo è stato abbattuto e che il pilota è stato catturato dai ribelli, quindi bisogna distruggere la carlinga dell’aereo, recuperare il dispositivo di registrazione dal sedile eiettabile ed ovviamente liberare il pilota; io e GPS ci guardiamo e pensiamo:”sempre più difficile!”, ma dopotutto se fosse stato facile avrebbero chiamato le ricamatrici di centrotavola non certo noi.
Bene avuto il materiale aggiuntivo, il C4 per far saltare i rottami ed il canale radio nonché il callsign “Sierra6”, ci uniamo al resto della ciurma e partiamo, ore 08.20 ci imbarchiamo sull’elicottero che ci porta sulla drop zone assegnata, comunichiamo a Sierra King l’arrivo e partiamo. Primo obbiettivo distruggere l’aereo, Rullo con Neker aprono la strada, io mi occupo della navigazione, GPS coordina il team, Ariete di supporto alla navigazione, Pescatore, Tonfo e Zebrone a chiudere.
Fortunatamente il punto non era al di fuori del percorso che avevamo pianificato per raggiungere il primo campo di addestramento “Caeser”. Optiamo di lasciare i sentieri e muoverci nella macchia così evitiamo spiacevoli incontri.
Dopo una trentina di minuti raggiungiamo l’area dello schianto, giriamo un po’ poi vedo dietro un muretto a secco e coperto da rami i resti del rottame, piazziamo l’esplosivo e boom, aereo andato.
Ci rimettiamo in marcia alla volta di Caeser, mentre cerchiamo un varco per uscire dalla macchia, sentiamo delle voci ci congeliamo e dopo qualche secondo si sento dei colpi, una contro ha beccato qualche altro team, approfittiamo per sfilare più a sud e così usciamo dalla macchia e ci incamminiamo a passo svelto. 150 metri più a ovest vediamo Caesar, c’è un ingaggio in corso attendiamo ed intanto chiediamo luce verde per l’attacco, dopo qualche secondo Sierra King ci da il via, ci dividiamo in due brick; brick01: GPS, Ariete, Zebrone e Pescatore; brick02: Gecko, Rullo, Neker, Tonfo.
Partiamo con un attacco ad L, brick02 da sotto, brick01 da destra, io vengo colpito dopo qualche secondo dall’inizio, ma portandomi appresso un ribelle, brick 01 li coglie di sorpresa e falcia il resto.
Caesar down gli allievi ribelli possono andare in vacanza, nessuna traccia dei nostri ex.
Sono circa le 09.15 in caldo comincia a farsi sentire, ma non c’è tempo di stare male abbiamo un pilota da recuperare.
Ci muoviamo verso il covo ribelle dove si presume vi sia tenuto prigioniero il nostro angelo abbattuto. Scorgiamo una casa, un fuoristrada e dei movimenti di ribelli intorno.
Pensiamo che questo è il covo, ma guardando il GPS (quello vero
) notiamo che la distanza segnata è maggiore. Porca miseria possibile che ci sia uno scarto di oltre 100 metri? Mentre ci stiamo organizzando per attaccare dietro la casa sospetta nella stessa direzione scorgiamo una vecchia roulotte, bene è chiaro le distanze coincidono è quella la prigione.
Ci allarghiamo a destra per allontanaci dalla casa dei ribelli il più discretamente possibile, ma ormai le guardie ci hanno visto, si armano e ci inseguono, per scampare all’attacco scavalliamo un muretto a secco, e ci accorgiamo che la pattuglia si ferma senza motivo scopriremo poi che era un territorio neutrale da non attraversare. Usciamo velocemente per evitare un incidente diplomatico e muoviamo verso la roulotte.
A circa 100 metri chiamiamo Sierra King per la luce verde veniamo messi in stand by poi abbiamo il permesso. Partiamo raggiungiamo la roulotte ma è deserta, dannazione lo hanno spostato, forse allertati dai ribelli all’interno della casa che si trovava 100 mt più avanti. Infatti troviamo il nuovo covo circa 70 mt più avanti, il terreno è completamente aperto, i ribelli si nascondo dentro un campo di grano, impossibile scorgerli, uno dopo l’altro cadiamo sotto i loro colpi, rimane Tonfo a cercare di spazzarli via, ma non resiste a lungo. Obbiettivo non completato, il pilota è andato, bisognerà avvisare la famiglia.
Prendiamo un po’ di fiato, ci dissetiamo, 36° di temperatura con una umidità molto alta si fanno sentire tutti.
Riprendiamo il cammino alla volta di Beker, si trova ai piedi di un altipiano, decidiamo di salire e poi scendere per sfuttare l’attacco dall’alto, un rilievo di circa 20 mt, ma con il caldo torrido sembra di scalare una collina di 4000 mt. Finalmente vediamo Baker, 4 operatori di guardia, ci dividiamo ancora in due brick 2 minuti di scontro poi anche Baker cade, è storia, ci accorgiamo che tra i ribelli c’è Willy, facciamo fatica a trattenerci dal fargliela pagare per il tradimento. Si saluta e si riparte.
Attraversiamo una pineta, alla volta della zona dove è stato individuato il seggiolino del pilota purtroppo a causa della presenza di diversi campi neutrali dobbiamo percorrere dei sentieri per non sconfinare e finalmente intravediamo il sedile, mi avvicino velocemente, siamo completamente scoperti, una eventuale pattuglia ci mangerebbe in un sol boccone.
Recuperato il dispositivo di registrazione rientriamo a passo veloce verso la pineta, mentre passiamo la recinzione per occultarci nella pineta un fuori strada ci vede, noi cerchiamo di nasconderci ma gli alberi non ci aiutano, ne nasce uno scontro con due operatori che vinciamo.
Mentre cerchiamo di recuperare un po’ d’acqua dalla jeep scorgiamo un’altra pattuglia, e riconosciamo Cowboy e Commando; una strada molto trafficata questa eh?!
Niente da fare il tentativo di nasconderci ha lo stesso esito del precedente, veniamo scoperti ed ingaggiamo, Cowboy viene colpito così anche il suo aiutante, Commando cerca di defilarsi lungo la strada ma al grido:”Sparate al ca@@ne con l’Ak” anche lui deve pentirsi di averci tradito. Scambiamo 4 chiacchere con loro e ripartiamo alla volta di Able, l’ultimo obbiettivo.
Si continua la marcia all’interno della pineta lontani dalla strada visto che sembra il Grande Raccordo Anulare nelle ore di punta, dobbiamo fare attenzione per la presenza di un campo civile, la nostra presenza potrebbe farli allarmare troppo.
Attraversiamo circa 300 mt di arbusti e rovi e ci avviciniamo ad Able ci congeliamo in quanto c’è già un ingaggio in corso, dopo circa 5 minuti riceviamo una comunicazione di luce verde da Sierra King, partiamo.
Li abbiamo presi praticamente con le brache calate ma si alza uno stop che ci dice che non era stata comunicata a Sierra King la disponibilità del campo per l’attacco successivo, e che doveva essere rifatto.
Rifatto? E mica qui ci troviamo nella foresta amazzonica e ti puoi nascondere come vuoi, una volta visto da dove arrivi sei fregato.
Vabbè ormai è andata l’obbiettivo ci viene dato come acquisito, spariamo qualche pallino pro-forma salutiamo e andiamo.
Finita!
Finita?? Neanche per sogno, ci aspettano 1.3 Km di strada sotto il sole per raggiungere la FOB, sono le 13.15, il sole allo zenith, l’umidità che trasforma i 35° di temperatura in oltre 40°. Ok armiamoci di volontà e gambe in spalla, raggiungiamo la FOB io ormai sono allo stremo, ho qualche sintomo di collasso, ma è finita.
Operazione conclusa.
Ci rifocilliamo presso l’agriturismo tra vino pasta e ceci e "mandolone" .
Le nuove leve si sono rivelate molto attente alle spiegazioni di Ariete per la navigazione e di GPS per i movimenti. Dopotutto era questo il nostro vero obbiettivo far toccare con mano ai nuovi iscritti cosa significa e si prova ad affrontare una gara diversa dallo spara spara domenicale.
Un bravo all’organizzazione per il campo, e l’accoglienza, la gara è stata molto divertente, lo sarebbe stato di più con qualche grado in meno, organizzatevi per la prossima.
Gecko out
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