Scritto da Antonello Ricciardi Sabato 10 Ottobre 2009 19:10
Ci ricongiungiamo nelle vicinanze dell’obiettivo da noi ribattezzato QUEBEC, ci sistemiamo a riccio facendo ben attenzione a coprire ogni lato, poi estraggo il cellulare e compongo il numero...
“Wanted...”
“Wanted da RAIDERS, missione compiuta, richiesta di esfiltrazione immediata, ci troviamo in coordinate xxxxxxx – xxxxxxx, passo...”
“E' un roger, RAIDERS. Raggiungere zona TANGO, exfil in 15 primi...”
“Copiato Wanted...confermo TANGO in 15 primi, ci muoviamo ora. RAIDERS out!”
Apro la mappa e verifico la posizione: la EZ “TANGO” è a circa un click da noi, conviene sbrigarsi se non vogliamo saltare l'appuntamento.
In fila indiana, ci muoviamo rapidi e silenziosi, complice il soffice terreno sabbioso.
Ogni tanto ci congeliamo buttandoci a terra, per far sfilare le numerose pattuglie di controinterdizione che controllano il territorio: il pattern mimetico delle nostre Desert TriColors ci confonde benissimo col resto del paesaggio, rendendoci quasi invisibili.
Arriviamo sulla spiaggia, superando la fitta vegetazione mediterranea composta da arbusti e pini molto bassi. Dopo aver messo in sicurezza la EZ “TANGO”, attiviamo il fumogeno e all’orizzonte vedo apparire la sagoma del gommone che ci riporterà a casa.
Ma c'è un problema: il mare leggermente mosso non consente al gommone di avvicinarsi troppo alla battigia ed il recupero si prospetta più difficoltoso del previsto.
Non solo, al di là della barriera di pini e cespugli sentiamo delle grida che si avvicinano: una pattuglia ha avvistato il fumogeno e sta convergendo verso di noi per verificare, ingaggiare adesso sarebbe maledettamente sconveniente...
Senza indugi entriamo nell’acqua sino alla vita, saltiamo sul gommone e ci allontaniamo dalla spiaggia proprio mentre un gruppo di ostili esce dall’insidiosissima pineta che la costeggia, provano ad aprire il fuoco ma siamo già al largo...li sfottiamo facendogli “ciao ciao” con la mano.
Guardo i miei compagni: i volti sono stanchi, ma tutti hanno quella smorfia tipica di chi ha la certezza di aver portato a termine con successo la missione.
Quest’anno i ragazzi dell’ASAI di Termoli hanno organizzato una manifestazione decisamente più matura, che denota la loro volontà di crescere e migliorare.
La tipologia della missione era incentrata sulla ricerca di obiettivi (22, sparsi su tutto il territorio) che andavano “marcati” mediante l’inserimento di una carta personalizzata all’interno di una scatola appositamente allestita.
Sugli obiettivi non vi erano sentinelle, tuttavia il territorio era controllato da numerose pattuglie appiedate, molto efficienti ed attive, che rendevano davvero ardua l’acquisizione di alcuni obiettivi.
Lodevole l’intenzione di proporre una situazione diversa dal classico “percorso a tappe obbligate”, lasciando ai teams un ampio margine di manovra ed improvvisazione, sfruttando al massimo l’orientamento ed il senso tattico.
Concludo con un consiglio, rivolto a tutti: prestate sempre particolare cura ed attenzione nella stesura del Book Missione. E’ importante che in esso sia specificato tutto quello che la pattuglia può, ma soprattutto NON DEVE fare.

RAIDERS TST - 1° classificato
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