Scritto da Andrea Palladino Giovedì 03 Settembre 2009 11:22
Roccascalegna, 8-9 Nov. 2008
Task Force Puglia - Raiders TST - 22° SAT - Navy Seal Trani
Bari, primi giorni di novembre.
ErDuca mi invia un trillo, sul messenger di MSN, per attirare la mia attenzione, sul display del portatile appare un messaggio: “Documento KIEV cambiato, vai a vedere.”
Mi collego al sito e scarico l'aggiornamento, lo rileggo ed effettivamente lo trovo leggermente cambiato.
“Hai decodificato?” chiedo.
“Si, si...tutto ok.”
Chiudo e non ci penso più.
Roccascalegna,
42°03'477”N – 14°18'405”E, 103508nov2008.
Siamo accolti da un delizioso clima primaverile. Il cielo è bello terso, l'unica traccia di nuvole sono quelle attorno alle vette alte circa 1500mt, a Est della nostra attuale posizione. Fa caldo, buon segno. Siamo in largo anticipo, per cui ci rilassiamo godendoci il panorama e mangiando qualche panino.
Il piano prevede che ErDuca si infiltri in paese, in abiti civili, per contattare via telefono il nostro informatore (callsign SHADOW) che
ci illustrerà i dettagli dell'operazione. La cosa che salta subito all'occhio è la morfologia del terreno: un continuo sali-scendi, campi arati, stradine e sentieri. Molto
più aspro di come si presentava sulla mappa IGM, ma, purtroppo, non avendo molte infos sulla missione, non possiamo ancora
capire cosa portare nello zaino. Opto per un condizionamento leggero, non fa eccessivamente freddo: poncho con bungee cords, bivy bag in goretex, Sleeka jacket, due t-shirt della PolarMax e l'inseparabile Antarctica Shirt dell'Arktis finiscono nell' A-III della Eagle Industries, lasciando giaccone in Polartec e sacco a pelo. Aggiungo qualche snack e la Nalgene con una scorta d'acqua supplementare.
Nel frattempo, Sfondino riceve la telefonata da ErDuca che lo informa che è impossibilitato a contattare Shadow in quanto la cabina
telefonica segnalata dall'organizzazione è rotta (!!!) e la zona non è coperta dal suo gestore telefonico. Bel problema. Senza
perderci d'animo, contattiamo Shadow, spiegando la questione. In breve riceviamo tutte le notizie mancanti e il canale radio a noi
dedicato. Non riusciamo però a contattare ErDuca, in quanto il suo cellulare non prende. Altro bel problema. Proviamo e ri-proviamo, ma niente da fare. La finestra utile per l'infiltrazione in AO si è già aperta e stiamo perdendo tempo prezioso. Indossiamo l'equipaggiamento e aspettiamo.
Decido di lasciare un messaggio a ErDuca, dove gli dico di raggiungerci nei pressi della zona di recupero del SemTex. E' una decisione che odio dover prendere, ma stiamo perdendo troppo tempo. Mentre inizio a scrivere, ErDuca riappare, un po' affiatato, si cambia alla
velocità della luce e dopo pochi minuti siamo dentro.
I nostri ordini:
- trovare il corpo di un paracadutista e recuperare le infos da lui custodite;
- recupare un panetto di esplosivo SEMTEX col quale far brillare un depuratore.
Da adesso, abbiamo luce verde per Operazione RETURN TO CASTLE!!!
Come preventivato, ci attende una bella sgroppata su e giù nei dintorni di Roccascalegna, verso Nord. Cerchiamo, per quanto possibile, di evitare i sentieri e le strade carrabili, ma più di una volta siamo costretti a tornare sui nostri passi per via dell'impenetrabile vegetazione che ricopre i fianchi dei monti attorno al paese. Alla fine, raggiungiamo il corpo senza vita del paracadutista e acquisiamo importanti informazioni: dobbiamo condurre delle direct actions verso una postazione missilistica ed un depuratore. Sul sito missilistico, una volta eliminato il personale di sentinella, andrà attivata la procedura per disarmare il missile mediante il codice estrapolato dal documento KIEV, scaricato nelle settimane precedenti dal sito internet dell'organizzazione. Tutto chiaro.
Sfondino si stacca per recuparare il panetto di Semtex, un centinaio di metri circa più in là. Attendiamo il suo ritorno, in posizione di sicurezza. In lontananza, sentiamo il continuo crepitare di armi automatiche: sembra proprio che la contro sia bella e che arzilla...
La prima parte della missione è andata liscia, abbiamo le infos e l'esplosivo, adesso dobbiamo spostarci a circa un click a Sud-Ovest,
dove un nostro informatore ha lasciato del materiale utile al proseguimento della missione.
Il terreno è molto aperto, quindi decidiamo di spostarci sulle strade inizialmente, per poi tirare dritto dai campi, sfruttando la
morfologia del suolo per cercare di coprire i nostri movimenti. La cosa funziona egregiamente, fino a quando non incocciamo in una
pattuglia particolarmente “famelica” a circa 400mt dall'obiettivo...un vero peccato!
Sbrigate le formalità, proseguiamo.
Troviamo una busta con all'interno un passaporto russo, da riempire. Ci incolliamo su la foto di ErDuca, gli affibbiamo un nome di fantasia: gli servirà la sera, quando dalle 19 in poi un nostro agente alleato lo attenderà in un bar del paese per consegnare altri
dettagli sulla missione. Il puzzle comincia, lentamente, a prendere forma...
Avendo cura, per quanto possibile, di celare i nostri movimenti, ci dirigiamo verso il paese, dove, dalla parte opposta, ci aspetta il
depuratore da sabotare. Non possiamo attraversare il paese, così come andare giù per la valle è troppo rischioso: ogni tanto qualche raffica prolungata ci fa capire che la zona è ben controllata. Costeggiamo così il castello, prendendo il sentiero turistico...non
abbiamo altra scelta. Tutto fila liscio, abbiamo persino il tempo di goderci lo stupendo panorama che ci offre la passeggiata turistica. Non solo, una volta arrivati in cima, un “indigeno” ci indica la via più breve per raggiungere l'obiettivo. Meglio di così!
Arriviamo a circa 200mt dal depuratore, sorprendiamo ed eliminiamo facilmente una pattuglia di contro e ci occultiamo nelle vicinanze.
Ottenuta luce verde da Shadow, attacchiamo: purtroppo non siamo in vantaggio, ma riusciamo, seppur con qualche difficoltà, a pacificare il sito e piazzare il Semtex.
E' già buio quando ci avviamo verso il prossimo obiettivo...
Da qualche parte, a Sud di Roccascalegna, 182608nov2008.
Dopo l'ennesima salita, ci sediamo, al buio, per riposare un po'. Stiamo girando in tondo da circa un'ora e mezza e dei maledetti missili
neanche l'ombra. Il GPS ci indica una distanza costante dall'obiettivo di 160mt, ma non riusciamo a capire dove diavolo siano: l'ortofoto è di pessima qualità e ci è di pochissimo aiuto. Cerchiamo di identificare sulla IGM un sentiero, ma in realtà stiamo
procedendo per tentativi. E l'oscurità non aiuta. Con l'NVG individuo a circa 200mt dei ruderi, sul fianco della collina, ed intravedo un sentiero che porta verso la cima. Forse ci siamo. Cominciamo a salire, quando la nostra attenzione viene attirata da urla e
raffiche prolungate, alla nostra destra. Col visore controllo la zona: c'è un altro sentiero che sale, ed intravedo il baluginare delle torce. Potrebbe essere il nostro obiettivo, verifico col GPS e la direzione corrisponde. Con un po' di riluttanza e mooolta cautela, ci incamminiamo. Ed infatti, poco dopo, una pattuglia di controllo del territorio sbatte letteralmente contro le nostre carabine M4...a soli 80mt dalla nostra meta! La eliminiamo e ci attestiamo nei pressi del missile in attesa di luce verde.
Purtroppo, perdiamo molto tempo ma quando arriva il nostro turno, ci siamo fatti un'idea di come le sentinelle siamo disposte (alla faccia di chi diceva che non si aspettavano l'attacco!). Ottenuta luce verde, investiamo l'obiettivo con un mostruoso volume di fuoco,
per i difensori non c'è scampo: in breve ne abbiamo ragione e ci apprestiamo a disarmare il missile.
ErDuca apre con cura lo sportellino e parte il conto alla rovescia: abbiamo appena 30 secondi per completare tutta la procedura. Con
calma, digita il codice: 12472...no, aspetta...come sarebbe 2? Non può essere 2, nel documento KIEV, dal quale bisognava estrapolare il codice, la cena con l'ambasciatore era prevista per le 9...cazzo!!! Tempo scaduto: il missile si arma e parte, Dio solo sa per chissà dove... Ci guardiamo tutti attoniti, ripetendo che la cena era alle 9. L'ultimo numero era un 9 e non un fottutissimo 2.
Spero solo che l'AWACS che incrocia a qualche km sopra le nostre teste lo rilevi in tempo e dal CENTCOM prendano le dovute decisioni... Fottuti da un cazzo di 9...Gesù... Con l'amaro in bocca, andiamo a Nord, tornando verso il paese, dove ci aspetta l'agente infiltrato. Abbiamo ancora del lavoro da fare.
Appena a Sud del paese, individuiamo una casa in costruzione e ci scivoliamo dentro. Ci togliamo l'equipaggiamento, indossiamo delle sottocombinazioni asciutte, mentre ErDuca si dirige al RV in paese, il resto di noi si rilassa, sorseggiando the bollente con qualche biscotto al cioccolato. Un vero toccasana, in momenti come questi. Dalla nostra posizione riusciamo ad avere una buona visuale del paese: notiamo diverse pattuglie con berretto khaki (segno distintivo della
contro) in giro. E' il caso, quindi, di limitare al massimo le luci e le chiacchiere.
ErDuca rientra, con interessanti novità. Il Comando ci ordina di eseguire un'azione diretta rivolta alla liberazione di un ostaggio, tenuto prigioniero nelle segrete del castello.
Gli OpOrds:
- eliminareogni resistenza nel castello;
- eliminare il Generale a capo della guarnigione;
- trovare e liberare l'ostaggio;
- distruggere il castello innescando un ordigno tramite una precisa procedura.
Seguono otto pagine di codici numerici e linguaggio Pascal, che illustrano i microchip sui quali si basa il meccanismo della bomba. L'informatore avverte ErDuca che la finestra di ingaggio per la DA si apre all'0100 del 9 novembre. Inoltre, dal castello, sarà visibile una strobo che indica un obiettivo da far bombardare dall'artiglieria. Senza contare le pattuglie nemiche attive in paese. Insomma,
dopo l'una avremo a che pensare! Il Casio Protrek che ho al polso indica le 21, regolato sull'orario del GPS. Abbiamo giusto il tempo per il riposino del guerriero, prima di entrare nuovamente in azione. Imposto la sveglia sulle 00, stendo il poncho a terra sul quale srotolo il bivy bag in goretex, tolgo gli stivali, cambio i calzini, mi sistemo la Sleeka jacket a mò di cuscino e finalmente mi abbandono al sonno...
Nei vicoli di Roccascalegna, 004509nov2008.
Scivoliamo nella penombra delle stradine di Roccascalegna silenziosi come fantasmi, controllando accuratamente ogni angolo, ogni curva. Ogni finestra potrebbe essere una potenziale minaccia. Leggermente flessi sulle ginocchia, con le carabine M4 in Hi-Ready avanziamo adiacenti ai muri, in fila indiana. ErDuca in testa, subito dopo io, coprendolo con la mia Beretta M9, Commando, Sfondino e Jericho. L'atmosfera in paese è strana: il silenzio è irreale, si sente solo il calpestio dei nostri stivali da combattimento sul selciato. Ad
ogni angolo ErDuca si inginocchia, sporge appena la testa e controlla che sia tutto libero, poi uno ad alla volta passiamo e così
fino all'isolato successivo.
Delle voci: ci congeliamo dietro a delle auto parcheggiate. Sono dei civili, che si fermano a bere alla fontana della piazzetta poco
davanti a noi. Cazzo! Aspettiamo un po', ma non se ne vanno: che ci fanno dei civili in giro a quest'ora? Sicuramente sono collaborazionisti. Butto uno sguardo al Casio, sono le 0110. Mentre penso che sarebbe il caso di trovare un percorso alternativo, lo SCAR di Jericho esplode quattro colpi in rapida successione: “CONTATTO ORE SEI!!!” Due 'tangos' abbattuti, appena girato l'angolo alle nostre spalle. I civili scappano e noi ci lanciamo in avanti, raggiungiamo la zona rossa e chiediamo l'autorizzazione all'attacco al Comando. “Negativo Raiders, in attesa per 40 minuti...siete i prossimi!” Quaranta minuti?!? Se la contro ha sentito gli spari (e ho ben ragione che li abbia sentiti) ce li avremo a breve tutti addosso. E questo non va per niente bene. Ci buttiamo un un vicolo buio e ci congeliamo. L'attesa ci snerva un po', ma non appena abbiamo luce verde dal Comando ripartiamo carichi come molle. Arriviamo
alla rampa di scale che porta all'ingresso del castello, eliminiamo la sentinella di guardia e ci fermiamo davanti al portone. Appoggio
la mano guantata sulla maniglia, do un'occhiata ai ragazzi, tutti con lo sguardo deciso e determinato. Indugio ancora un po': “stand by...stand by...stand by...GO!”
Spalanco la porta ed una pioggia di proiettili si abbatte sulla pesante anta. Ci aspettavano! Rispondiamo energicamente al fuoco, sentiamo le guardie cadere una dopo l'altra, avanziamo, guadagniamo terreno, siamo dentro! Neutralizziamo tutte le minacce che ci si parano davanti, compito reso arduo da numerosi operatori della CRI e fotografi presenti, è un casino selezionare i bersagli, più di una volta, via radio, il Comando ci avvisa “Controllate il fuoco, Raiders, rischiate di colpire le persone sbagliate!” In mezzo a quel parapiglia, il Generale viene colpito da chi o come lo ignoro, ma meglio così!
Ci dividiamo: Sfondino ed ErDuca irrompono nelle segrete del castello alla ricerca di eventuali prigionieri, urlando uno scenografico
“Marines degli Stati Uniti, vi riportiamo a casa!”
Io, Jericho e Commando avanziamo verso la torre mentre con la coda dell'occhio vedo l'ostaggio esfiltrare tra le “amorevoli” braccia
di Sfondino, verso l'uscita.
Ok, adesso tocca alla bomba! Ci assicuriamo che la torre è pulita, poi Comando, ErDuca e Sfondino (che ci ha raggiunti) si dedicano all'innesco dell'ordigno. La procedura va fatta con calma, non vogliamo commettere errori proprio
adesso. ErDuca inserisce il codice, stavolta esatto. Abbiamo 90 secondi per levare le tende, poi la bomba si porterà all'Inferno il Castello, il Generale e gli scagnozzi sopravvissuti...hasta la vista, baby!
Terminal Autobus, IZ/EZ, 42°03'477''N – 14°18'405''E, 034509nov2008.
Arriviamo all'EZ e ci stravacchiamo, zuppi di sudore. Comunichiamo al Comando le coordinate della strobo, fatto ciò ci informa
che il missile in viaggio è stato intercettato e distrutto da una coppia di F-18 decollati dalla USS “TRUMAN” che incrociava al
largo di Ancona. Tiriamo un sospiro di sollievo: stavolta ci è andata bene...ma la prossima?
I ragazzi della 999°, sotto l'attenta supervisione dei Legionari Romani, hanno saputo mettere in scena una bellissima simulazione,
come poche ce ne saranno in futuro: non capita spesso, infatti, di riuscire a coinvolgere un intero paese. Grazie anche alla collaborazione e disponibilità del Primo Cittadino di Roccascalegna, una persona dotata sicuramente di una eccezionale
apertura mentale. Grazie per averci regalato uno splendido film, rientriamo a casa pienamente soddisfatti!
Colgo l'occasione per salutare Andrea e i ragazzi della 999°, è stato davvero un piacere fare la vostra conoscenza.
Un abbraccio fraterno alle due “carogne” Veleno&Nebbia dei Legionari, che non vedevo da un botto di tempo e che ho trovato in
forma smagliante!



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